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AMMINISTRATORE DISCRIMINATO, ESCLUSO DAL BONUS 600 EURO

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AMMINISTRATORE DISCRIMINATO, ESCLUSO DAL BONUS 600 EURO
COMUNICATO STAMPA 9 GIUGNO 2020 – Quanto 600€ diventano una discriminazione. L’amministratore non è un professionista, non è un lavoratore!
#comunicati
Inutile ribadire che il momento è difficile e tutti siamo consci di ciò, come abbiamo ben chiaro lo sforzo che il Legislatore ha dovuto fare per tenere insieme il Paese e provare a dare a tutti un sostegno, tuttavia non possiamo tollerare una discriminazione nei confronti di quel lavoratore che è l’amministratore di una azienda. Questo è quanto afferma il Presidente Nicola Testa alla luce della esclusione dal bonus di 600€, forse oggi 1000€. Si è scientificamente lasciati fuori continua il Presidente Testa “in quanto nella mentalità comune l’amministratore di una azienda è ricco e facoltoso, magari un approfittatore e perché no magari un evasore fino a prova contraria. Chi non la pensa così siamo pratici? Abbiamo creato un mito negativo quando dovremmo apprezzare il ruolo di costoro che prima di tutto danno lavoro, sono essi stessi lavoratori e creano ricchezza per il Paese. Non si capisce pertanto perché debbano essere messi fuori da questo ristoro piccolo o grande che sia”. 

 

Costui solo in pochi casi è quel soggetto che ha un compenso centinaia di volte superiore al suo collaboratore, continua Testa “non si capisce che non tutti sono amministratori di multinazionali? Che non tutti hanno compensi milionari e magari stock option? Quelle che in molti casi spingono quell’impresa a fare carte false pur di raggiungere quel premio e il più delle volte troviamo su qualche testata giornalistica scandalistica?  L’Italia ha piccole e micro imprese e in molti casi l’amministratore, che è tra l’altro un professionista, lavora fianco a fianco con il proprio collaboratore. Tra l’altro, beffa nella beffa, è anche quel soggetto che in molti casi non solo paga la Gestione Separata ma è soggetto anche alla doppia imposizione Inps, altro tema discriminatorio che da decenni non trova soluzione. Pertanto doppia contribuzione ma niente ristoro di 600€! Come possiamo spiegare tutto ciò a quel lavoratore che opera al fianco del proprio collaboratore giorno dopo giorno e molto spesso è l’ultimo a prendere il compenso a fine mese? Come facciamo a spiegare che non è meritevole dell’attenzione che invece meriterebbe?”.

Riteniamo questa una vera e propria discriminazione continua il Presidente Testa e in particolare quando leggendo il messaggio Inps nr. 2263 del 1 Giugno, Allegato 1, si apprende che è tra i soggetti pur obbligati alla Gestione Separata costoro non sono stati richiamati nella norma, malgrado gli accorati appelli delle categorie “è del tutto evidente che non possiamo parlare di dimenticanza, ma di una esclusione voluta, che non si comprende e fa male al sistema dell’impresa”.  Sono certo afferma il Presidente Testa “che per senso di responsabilità, molti l’avrebbero nemmeno chiesta, inoltre non credo tutto sommato numeri enormi. E’ una discriminazione che ha più un senso politico che economico e credo che in questo modo sarà letta. Non si spiega in altro tale l’esclusione”.

Sono la stragrande maggioranza le aziende in cui il socio è l’amministratore operativo afferma Testa “pensare a questa figura senza ragionare sulla conformazione delle imprese nazionali è sbagliato e errato anche confondere, come qualcuno potrebbe fare, che l’impresa forse ha a disposizione il fondo perduto. Sono due soggetti distinti e come tali vanno trattati, in contributo alla società non è finalizzata ad un compenso.  Inoltre apprendiamo se non abbiamo mal interpretato che il sussidio viene assegnato anche a soggetti professionali che versano in casse private,  questo lo segnaliamo non per alimentare la guerra tra poveri, ma solo perché ci pare atipico che venga riconosciuto ristoro a chi non versa presso la GS, ma si esclude chi questa gestione la finanzia e mantiene da decenni.

Conclude il Presidente Testa “A nostro avviso questa esclusione non aiuta a sviluppare quella fiducia su cui dovremmo investire. L’auspichiamo che il Governo riveda questa impostazione e rivaluti questa situazione, consentendo  ai tanti operatori professionali inquadrati in questa funzione di poter accedere a bonus al pari di tutti gli altri lavoratori”.

 

​​​​​​​COMUNICATO STAMPA UFFICIALE 9 GIUGNO 2020

09 giugno 2020
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Egregio collega questo comunicato è indirizzato proprio a te che oggi vivi come tutti noi il problema di questa “pandemia globale” e con esso le restrizioni, i dubbi, l’incertezza. Ovviamente auspichiamo che tu sia tra coloro che non hanno dovuto anche subire il problema sanitario che a prescindere da ogni considerazione oggi deve avere la precedenza. Dobbiamo tutelare l’incolumità dei nostri nonni, delle nostre famiglie, di tutte le persone e su questo aspetto non possiamo che confermare che #stareacasa sia importantissimo.
 
Tuttavia vogliamo concentrarci per un attimo su tutto il resto, ad esempio sull’incertezza generalizzata. Dal “se posso lavorare oggi” al “cosa farò domani”. Ma per stare all’oggi, il dubbio di non poter ricevere un contributo economico e non tanto per l’importo, ma per il riconoscimento del tuo ruolo in questa società; la capacità di guardare al domani con sufficiente garanzia; non ultimo da dove ripartire. Perché superato il momento dell’emergenza sanitaria avremo a che fare con quella economica. Pensare che si possa addossare ogni responsabilità alla politica e troppo facile e del tutto inutile serve invece agire singolarmente, solo così avremo diritto di parola. Serve un impegno diretto di tutti, per questo vogliamo confrontarci con te spingendo la discussione verso interrogativi più che soluzioni.
 
Non ci hai aiutato ad aiutarti! Avrai compreso che i decreti che si stanno producendo hanno aiutato tutti o quasi. Hanno però omesso di assegnare un contributo a coloro che svolgono la tua attività se svolta in qualità di amministratore o socio operativo, magari anche con l’obbligo alla doppia contribuzione Inps; ma qualche dubbio esiste anche per coloro che si qualificano autonomi visto che la nostra attività è di impresa che dal provvedimento dei 600€ sono esclusi. Sempre che tu svolga l’attività a norma di Legge (altro punto sul quale alla ripartenza abbiamo deciso di agire fortemente). E a norma di Legge vuole di essere muniti delle autorizzazioni, iscrizioni presso il Registro, previdenza, ecc. ecc.
 
Ebbene perché non è stato inserito questo contributo che in realtà è misero dal punto di vista quantitativo, 600€, e probabilmente molti di noi per senso di responsabilità nemmeno lo chiederebbero? Il problema che è stato discriminato un settore, o meglio un ruolo, il tuo! Tutto ciò avviene perché non ci ha dato la dovuta forza per agire, benché lo facciamo con efficacia da molti anni a beneficio di tutti, associati e non associati, saremmo stati più forti con te al nostro fianco.
 
Certo se avessimo potuto portare anche i tuoi numeri la nostra forza sarebbe stata molto più elevata. Pensa ad esempio a quante pratiche hai fatto? Nessuno le conosce o conta, nessuno ne riconosce merito e valore anche nel senso della semplificazione che è utile al Paese. Perché da solo sei un emerito sconosciuto, come lo sono io se opero da solo in solitudine. Se parliamo di “rappresentanza” siamo magari bravissimi professionalmente, ma del tutto ininfluenti sul piano dei numeri. Se ci avessi aiutato avremmo potuto moltiplicare la nostra forza!
 
Proroga dei termini degli adempimenti. Avrai capito che da una parte non puoi lavorare seguendo pedissequamente la normativa vigente, il tuo codice Ateco non è stato previsto tra gli autorizzati e pur svolgendo una attività professionalmente qualificata, non sei un professionista e pertanto devi fermare le macchine, salvo non rischiare dubbi interpretativi e sanzioni. Poi però ti scontri con il tema che una pratica che ti è stata affidata scade, e se non arrivi in tempo cagioni un danno al tuo lavoro e quello del cliente, magari anche prendendo una sanzione. Anche in questo caso, noi stiamo chiedendo di ritoccare, probabile anche riusciremo nell’intento, tuttavia se tu fossi stato con noi avremmo moltiplicato le forze e perché no magari condividere anche una idea diversa che avremmo raccolto e fatto nostra. Perché è questo lo stile e la missione Unappa, raccogliere e condividere pur nell’autonomia delle singole attività che nessuno vuole invadere o condizionare.
 
Certo potrai godere della cassa integrazione normale se hai più di cinque dipendenti e sei inquadrato correttamente, o di quella straordinaria gestita dalle Regioni; tuttavia è probabile che come molti di noi, non avvezzi all’uso di questi strumenti per fortuna, troverai difficoltà ad accedere (ma per questo nel caso potremo consigliarti a prescindere dall’essere associato se lo chiederai). E’ una richiesta che abbiamo portato avanti e sostenuto, da soli e con altri coordinamenti di cui facciamo parte per rafforzarci a vicenda, lo stesso spirito che proponiamo a te. E altre possibilità come ad esempio il supporto al credito dove inserita oggi anche le Microimprese, mondo a cui afferisce gran parte del nostro settore, a cui potremo accedere.
 
Tutto ciò però è l’oggi! Il vero problema a cui dobbiamo pensare è il domani. Unappa lo ha sempre fatto in realtà e oggi più che mai dovrà lavorare per mettere in cantiere nuove iniziative e progetti. Il mondo non sarà più come prima, lo abbiamo compreso tutti. Avremo due elementi su cui caratterizzare il nostro futuro: proposta e azione, due titoli su cui vorremmo raccogliere anche il tuo aiuto.
 
Entra nella nostra famiglia, quest’anno tra l’alto gratuitamente, consentici di guardare al domani con maggiore forza. Non l’abbiamo inventato noi il termine “l’unione fa la forza” e lo sappiamo difficile crederci oggi dove tutto è un click, tutto si può avere gratis, tutto e consentito a tutti dove il concetto di “insieme” è legato a tutt’altro e regna la sfiducia verso tutto e tutti. Non è così, il nostro approccio e diverso e il lavoro che ci attende è molto difficile e lo sarà ancor più in futuro. Unisciti a noi, dacci il tuo contributo.
 
 
UNAPPA
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